Le Olimpiadi sono terminate e hanno visto eccellere nei propri sport atleti che si sono riconfermati dopo quattro anni tornando a vincere, come il velocissimo Usain Bolt che ha ottenuto la sua nona medaglia in tre edizioni, o nuove stelle pronte a lottare per ulteriori medaglie future come la giovanissima ginnasta americana Simone Biles, che è stata in grado di vincere ben 4 ori ed un bronzo al suo debutto olimpico. Ma queste sono state soprattutto le Olimpiadi di Michael Phelps. Lo squalo di Baltimora è diventato l’atleta olimpico più medagliato di sempre raggiungendo quota 28 medaglie complessive di cui 23 d’oro. Oltre che per le fenomenali prestazioni in vasca il nuotatore statunitense è stato sotto l’occhio delle telecamere per la presenza di strani cerchi rossi sulla sua pelle..

epa05471199 Michael Phelps from the US competes in the men's 200m individual medley heats during the Rio 2016 Olympic Games Swimming events at Olympic Aquatics Stadium at the Olympic Park in Rio de Janeiro, Brazil, 10 August 2016. EPA/BERND THISSEN

epa05471199 Michael Phelps from the US competes in the men’s 200m individual medley heats during the Rio 2016 Olympic Games Swimming events at Olympic Aquatics Stadium at the Olympic Park in Rio de Janeiro, Brazil, 10 August 2016. EPA/BERND THISSEN

Cosa sono quegli strani cerchi rossi visti sul suo corpo e quello di altri atleti olimpici?

Non sono altro che i segni lasciati dalla “Cupping Therapy”, un’antica tecnica terapeutica utilizzata per il trattamento di vari stati dolorosi muscolo-scheletrici e per diverse problematiche internistiche.
A Rio diversi atleti olimpici la hanno utilizzata per velocizzare i tempi di recupero e anche diversi personaggi dello spettacolo come Jennifer Aniston, Lena Dunham, Justin Bieber o Victoria Beckham sono stati visti con i segni lasciati da questa terapia.

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Un po’ di storia..

Questa tecnica, in italiano “Coppettazione”, risale a più di 3000 anni fa ed è stata praticata, chiamata con nomi differenti dalle diverse popolazioni, in zone che vanno dalla Cina e l’estremo oriente alle zone dell’est europeo come i Balcani, la Bulgaria e la Grecia alle regioni arabe e all’Egitto in Nord Africa. Ci sono inoltre indizi di utilizzo di questa tecnica anche da parte degli Indiani d’America. In antichità al posto delle coppette venivano usate corna di animali, ossa, bambù, conchiglie o noci, che venivano posizionate sui punti e sui meridiani utilizzati dall’agopuntura.

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I vari metodi di cupping

Il cupping prevede l’uso di coppette applicate in diverse parti del corpo del paziente al fine di creare suzione. L’effetto sottovuoto agisce su determinate aree della pelle e dei tessuti profondi portando benefici a dolori persistenti, ammorbidendo cicatrici fibrose e rilassando muscoli e tessuto connettivo in stato di rigidità.

La tecnica di coppettazione più nota è chiamata Dry Cupping o fire cupping, nella quale le coppette vengo applicate direttamente sulla cute del paziente. I vasetti vengono messi in posizione e lasciati fermi dai 5 ai 15 minuti per creare un effetto sottovuoto. L’effetto sottovuoto viene creato in due modi: la tecnica antica prevede il rapido inserimento di un batuffolo di cotone infiammato all’interno di una coppetta in vetro al fine di bruciare l’ossigeno all’interno della stessa e di creare il vuoto; il vasetto viene poi rapidamente applicato al corpo del paziente e così avviene la suzione che aspira la cute all’interno della coppetta. La tecnica moderna invece, non prevede l’utilizzo di una fiamma ma utilizza una particolare pompa per aspirare l’aria all’interno delle coppette, solitamente realizzate in plastica. Potrete vedere anche coppette realizzate in bambù, silicone o gomma. Le aree in cui il trattamento avviene più frequentemente sono la schiena, il petto, l’addome e la regione dei glutei. Durante il trattamento si va creando l’ematoma circolare che solitamente si riduce e scompare nel giro di pochi giorni o poche settimane.

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Un’altra tecnica di coppettazione è la Moving Cupping. La procedura di creazione del sottovuoto è la medesima del Dry Cupping ma questa tecnica prevede l’applicazione preventiva di una lozione o un olio sulla pelle del paziente in modo da poter far scivolare le coppette sulla cute ed effettuare una sorta di massaggio.

Altra tecnica, usata prevalentemente nelle regioni del medio oriente, è la Wet cupping o Bleeding Cupping, nella quale prima di effettuare la suzione mediante le coppette vengono effettuare delle piccole incisioni sulla pelle del paziente per far si che il sottovuoto creato dalla coppetta aspiri del sangue. Si pensa che in questo modo si aumenti l’energia del paziente e si rimuovano le tossine.

A cosa serve?

Nei suoi 3000 anni di storia il cupping è stato utilizzato per trattare numerosi disturbi o sintomi. Uno dei fini per cui la coppettazione è più utilizzata è quella di ridurre il dolore, soprattutto quello muscolare e articolare. Una revisione di numerosi studi pubblicata sul giornale “Evidence-Based Complimentary and Alternative Medicine” ha rivelato che il cupping riduce significativamente il dolore in persone con problemi lombari confrontato ad altri trattamenti convenzionali.

E’ utilizzato per rilassare i tessuti profondi, i muscoli e per ridurre la rigidità associata al dolore cronico in particolare della regione lombare e cervicale, quello associato all’emicrania e ai reumatismi. E’ inoltre molto utilizzato per ridurre i crampi muscolari e trattare le cicatrici fibrose.

Oltre che per il sistema muscolo-scheletrico la coppettazione è utilizzata per trattare problemi cutanei come l’herpes, l’acne, la cellulite o altre infiammazioni cutanee, o disturbi respiratori, digestivi, ed emozionali (ansia).

Come fa a fare tutte queste cose? Qual’è il suo principio di funzionamento?

Innanzitutto la suzione data dalla coppetta richiama sangue nella zona trattata. In questo modo l’area si riempie di sangue ossigenato che rimpiazza il sangue “stagnante” che vi si trovava precedentemente. Questo aumento repentino di sangue stimola la formazione di nuovi vasi sanguigni, attivando un processo chiamato neoangiogenesi. La presenza di sangue “fresco” e di vasi sanguigni provvede all’ossigenazione e al nutrimento dei tessuti circostanti. In più, si viene a creare una piccola infiammazione benefica. Nonostante molti pensino che l’infiammazione sia un processo negativo per il nostro corpo e per questo sia necessario prendere antinfiammatori, la realtà è che l’infiammazione è il primo passo per la guarigione. In questo stato il corpo rilascia globuli bianchi, fibroblasti e altri mediatori chimici che promuovono la guarigione. L’aspirazione cutanea della coppetta separa i vari strati di tessuto creando dei microtraumi che a loro volta attivano il processo infiammatorio che va a ridare una condizione fisiologica ai tessuti attraverso una guarigione degli stessi. In questo caso l’infiammazione che si viene a creare non è né cronica né negativa.

Inoltre, quando si applica più di una coppetta, avviene una trazione sulla fascia che avvolge e connette i muscoli la quale si detende rilassando la zona e guadagnando mobilità.

Riassumendo il cupping funziona:

  • Aumentando la circolazione locale
  • Aumentando l’ossigenazione e l’apporto di nutrienti
  • Rimuovendo il sangue “stagnante”
  • Causando microtraumi e innescando un processo infiammatorio benefico
  • Creando nuovi vasi sanguigni e allungando la fascia e il tessuto connettivo

Occorre citare anche il meccanismo di funzionamento secondo la medicina tradizionale cinese che è quello per quale il cupping ristabilizzerebbe il normale flusso di energia all’interno dei meridiani energetici.

E’ una terapia sicura?

Anche se può sembrare una terapia strana e spaventare un po’ chi è nuovo a questa tecnica, la verità è che il cupping solitamente non è doloroso e la maggior parte dei terapisti è molto attenta ad usare strumenti sterili. Durante la seduta si è soliti sentire calore e rigidità nella zona intorno alla coppetta ma molte persone la trovano una cosa rilassante. E’ sicuramente importante assicurarsi che l’attrezzatura sia pulita, sterile e monouso nel caso si utilizzino aghi per la Wet Cupping.

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Tra le diverse tecniche di cupping la più sicura è sicuramente la Dry Cupping, poiché non prevede l’utilizzo di aghi e la fuoriuscita di sangue.

E’ importante affidarsi ad una terapista esperto per farsi sottoporre a questo tipo di terapie per evitare rischi.

La coppettazione è da evitare nel caso di:

  • Infezione cutanea
  • Infiammazione
  • Ulcera

Inoltre non è raccomandata in stato di gravidanza.

Ricordatevi che non è insolito che si creino ematomi successivi al trattamento, che scompaiono nel giro di pochi giorni o poche settimane. Per le persone con problemi circolatori che sono portate ad avere ematomi, il cupping dovrebbe essere evitato, poiché gli ematomi che si vengono a creare potrebbero essere importanti e creare problemi.

Ma funziona veramente?

Anche se molti atleti dicono di ottenere benefici da questa tecnica ci sono ancora pochi studi scientifici a riguardo. Una delle cose ancora non chiare è se i benefici ottenuti siano effetto del trattamento o un semplice effetto placebo.

Alcuni studi suggeriscono che il cupping sia efficace nella riduzione del dolore e nel trattamento di patologie quali l’herpes zoster o la tubercolosi ma si tratta sempre di studi con un numero ridotto di partecipanti esaminati o con mancanza di un gruppo di controllo adeguato.

Ad esempio uno studio di Romy Lauche del 2011 ha preso in esame 50 persone con dolore cronico nella regione cervicale e ha trovato che quelle sottoposte a trattamento con la cupping terapia hanno ottenuto una importante diminuzione del dolore rispetto alle persone che non hanno ricevuto il trattamento. Una criticità dello studio è data dal gruppo di controllo, che in questo caso non ha ricevuto alcun trattamento, lasciando il dubbio che i benefici ottenuti dalle persone trattate possa essere generato da un effetto placebo.

Lo stesso autore nel 2015 ha ricercato se il cupping fosse più efficace di un trattamento placebo in pazienti con fibromialgia, un disturbo cronico che causa dolori diffusi e rigidità muscolare. In entrambi i gruppi, sia quello trattato con la tecnica corretta, sia quello trattato con un cupping “finto”, in cui le coppette erano forate e quindi non in grado di creare suzione, hanno percepito una riduzione del dolore. Questo suggerisce come in realtà possa essere l’effetto placebo a creare parte del beneficio di questo trattamento.

Una revisione di diversi studi pubblicata nel 2012 sul giornale scientifico “PLoS One” esaminando 135 studi pubblicati dal 1992 al 2010 ha rivelato come la Cupping teraphy, associata ad altri trattamenti è significativamente più efficace di altri trattamenti applicati da soli, in particolare nel trattamento di herpes zoster, acne e problematiche cervicali. Nessun effetto avverso è stato riscontrato in alcuno degli studi esaminati. Gli studi esaminati erano anche in questo caso di bassa qualità.

Riassumendo, per dare un giudizio sono necessari ulteriori studi di buona qualità.

Quindi è una tecnica inutile o dovrei provarla?

Anche se non ci sono chiare evidenze scientifiche questa tecnica rimane utilizzata da molti atleti, che anche se non è vero che tutte le tecniche utilizzate dagli atleti sono efficaci, rimane una bella “sponsorizzazione” per la terapia.

Inoltre, sia che l’effetto del cupping sia dato da cambiamenti fisiologici del trattamento sia che sia un effetto placebo, la terapia rimane utile in alcuni casi. Dal momento in cui non si tratta di una procedura pericolosa e poiché potrebbe portare benefici rimane una soluzione da prendere in considerazione, soprattutto da associare ad altre terapie o esercizi.

USA's Michael Phelps (C) competes in the Men's 4x100m Freestyle Relay Final during the swimming event at the Rio 2016 Olympic Games at the Olympic Aquatics Stadium in Rio de Janeiro on August 7, 2016. / AFP / Odd Andersen (Photo credit should read ODD ANDERSEN/AFP/Getty Images)

USA’s Michael Phelps (C) competes in the Men’s 4x100m Freestyle Relay Final during the swimming event at the Rio 2016 Olympic Games at the Olympic Aquatics Stadium in Rio de Janeiro on August 7, 2016. / AFP / Odd Andersen (Photo credit should read ODD ANDERSEN/AFP/Getty Images)

Bibliografia

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Jong-In Kim, Myeong Soo Lee, Dong-Hyo Lee, Kate Boddy and Edzard Ernst:  Cupping for Treating Pain: A Systematic Review. in Evid Based Complement Alternat Med. 2011; 2011: 467014

Romy Lauche, Holger Cramer, Kyung-Eun Choi, Thomas Rampp, Felix Joyonto Saha, Gustav J Dobos and Frauke Musial: The influence of a series of five dry cupping treatments on pain and mechanical thresholds in patients with chronic non-specific neck pain – a randomised controlled pilot study. in The official journal of the International Society for Complementary Medicine Research (ISCMR) 2011 – 11:63

Romy Lauche, Barbara Schwahn, Julia Spitzer, Holger Cramer, Thomas Ostermann, Kathrin Bernardy, Gustav Dobos, Jost Langhorst: Efficacy of cupping therapy in patients with the fibromyalgia syndrome – a randomized sham-controlled controlled trial. in Integrative medicine research, May 2015, Volume 4, Issue 1, Supplement, Page 20

http://www.acupuncturetoday.com/abc/cupping.php

http://www.britishcuppingsociety.org/a-brief-overview-of-cupping-therapy/

https://www.cuppingresource.com/history-of-cupping/

http://www.cuppingtherapy.org