L’approccio tradizionale al problema delle allergie (o intolleranze) focalizza l’attenzione sugli allergeni e non sul sistema immunitario del soggetto che non tollera e combatte questi importanti portatori d’informazioni (è questa la funzione degli allergeni).

Ora, l’allergia evidenzia un sistema immunitario mal funzionante non più in grado di distinguere un trasportatore d’informazioni innocuo da uno nocivo. Educarsi a evitare certi allergeni (molto spesso rinunciando malvolentieri a cibi appetitosi) sposterà il problema, ma non lo risolverà. Anche la cd. “desensibilizzazione” rientra nelle strategie non causali, dal momento che non risponde alla domanda “perché il sistema immunitario della persona reagisce inadeguatamente?”

Esistono buoni motivi per dedicarsi in modo più approfondito alla tematica delle allergie:

  • Le allergie sono in costante aumento
  • Lo spettro degli allergeni cresce anno dopo anno
  • I sintomi tendono ad essere sempre più dinamici
  • Evitare gli allergeni sposta il problema, ma non lo risolve

Certamente esistono svariati metodi per prevenire e curare le allergie rafforzando le difese immunitarie. Gli integratori alimentari sono senz’altro un buon inizio, a patto che la flora intestinale sia pronta ad assorbire queste sostanze. La somministrazione parenterale è un’ottima alternativa, in caso di difficoltà digestive, poiché aggira il tratto digerente, evitando così sovraccarichi per l’organismo. 

Ma che dire se la causa dell’intolleranza alimentare non fosse un dato cibo, ma una mancanza subita durante l’infanzia o l’adolescenza?

L’approccio analogo o approccio “Cluster” di Ulrich-Jürgen Heinz, consiste nell’analisi delle funzioni fisiologiche in relazione a un dato contesto psico-sociale.

In particolare, indagando sul concetto di “intolleranza” anche come reazione psico-fisica a un dato evento o circostanza verificatasi nel passato o in costanza di particolari condizioni emotive, l’approccio analogo mira a comprendere perché il sistema immunitario reagisca ancora oggi a taluni stimoli in grado di ‘riportarlo’ a vicende accadute anche molto tempo addietro.

Immaginiamo che una madre allatti suo figlio in circostanze stressanti. Ad esempio:

  • Un famigliare si è ammalato e lei deve prendersi cura anche di questa persona, oltre che di suo figlio
  • La madre vive un periodo conflittuale con il proprio compagno

In queste circostanze il figlio non può gioire della presenza materna. Durante l’allattamento le informazioni immagazzinate dall’organismo a causa dello stress subìto entrano nel latte materno, infiltrando così la linfa del neonato. Da adulto il figlio non ricorderà più quegli avvenimenti, ma bevendo del latte o mangiando latticini, il suo sistema immunitario sarà riportato alle circostanze del passato e reagirà di conseguenza.

Qualunque sia l’allergene (polline, glutine, noci, pomodori, ecc.) o l’organo che reagisce inadeguatamente (vie respiratorie, intestino, pelle, ecc.), è utile indagare quale ricordo venga attivato nell’individuo e quale trauma rifletta la reazione dell’organo. Per esempio, ipnosi e terapia subliminale possono riprogrammare, tramite il subconscio, il sistema immunitario.