Cenni della medicina manuale e dell’osteopatia

La medicina manuale è antica quanto la scienza e l’arte medica stessa. Esistono prove fondate che testimoniano l’uso di procedure di medicina manuale nell’antica Tailandia, come dimostrano opere statuarie che risalgono ad almeno 4000 anni fa’. Va considerata anche la medicina tradizionale cinese, che ha alle spalle ormai più di 5000 anni di storia, e che prevedeva in alcuni casi anche l’uso di oggetti puntiformi, aghi coppette, finalizzati alla cura e al trattamento di varie criticità.

L’utilizzo delle mani nel trattamento dei traumi e delle malattie era una pratica anche degli antichi Egizi. Si sa che persino Ippocrate, padre della medicina moderna, utilizzava in particolar modo tecniche di trazione e che prevedevano l’uso di leve, nel trattamento di deformità della colonna vertebrale, oltre che l’uso dell’idroterapia già nel 480 a.C.

Nelle opere di figure storiche di notevole levatura in campo medico, quali Galeno, Cesio e Oribasio, si fa riferimento all’utilizzo di procedure manipolative. Vi è un vuoto temporale circa le notizie sull’uso di procedure di medicina manuale, che corrisponde approssimativamente al periodo in cui ci fu la scissione tra medici e cerusici (1). Man mano che i medici diventavano sempre meno coinvolti nel contatto con i pazienti e le cure prevedevano, invece, il contatto diretto con gli stessi, essi furono affidati alle competenze di medicina manuale dei cerusici con relativo decadimento (screditamento) dell’arte terapeutica. Questo periodo corrisponde, inoltre, all’epoca dei pesti, per cui forse i medici erano restii a stabilire un contatto personale particolarmente stretto con i propri pazienti.

Nel XIX secolo si è potuto assistere ad un rinato interesse nei confronti di questo campo. Le prime discipline documentate attinenti alla medicina manuale di questo secolo, risalgono al 1780 con il francese Clément Joseph Tissot (2). All’inizio del 1800 il dr. Edward Harrison, laureatosi nel 1784 all’Università di Edimburgo, acquisì una notevole fama a Londra grazie all’uso di procedure di medicine manuali. Come altri sostenitori della medicina manuale del XIX secolo, egli venne allontanato dai propri colleghi a causa dell’applicazione costante di tali procedure. Un riconoscimento va dato anche allo svedese Pehr Henrik Ling (3), padre della “ginnastica svedese”, che fondò nel 1813 il “Royal Central Institute of Gymnastics” (RCIG) per massaggi, manipolazioni ed esercizi. La parola svedese per fisioterapista è “sjukgymnast” = “ginnasta dei malati”. Nel 1887, i fisioterapisti ottennero la registrazione ufficiale presso il Consiglio Nazionale Svedese per la salute e il Welfare.

Presto la fisioterapia venne riconosciuta in altre nazioni: nel 1894 fu fondata in Gran Bretagna la “Chartered Society of Physiotherapy”, nel 1913 alla Università di Otago in Nuova Zelanda la “School of Physiotherapy”, e nel 1914 la “United States’ Reed College” a Portland.

Nel marzo del 1921, negli Stati Uniti, viene pubblicato il primo lavoro di ricerca sulla “PT Review”. Nasce la Physical Therapy Association (oggi “American Physical Therapy Association”) (APTA), fondata da Mary McMillan.

Durante gli anni ’40 i trattamenti consistevano essenzialmente in esercizi, massaggi e trazioni. Procedure manipolative del rachide e delle articolazioni delle estremità cominciarono ad essere praticate, specie nei paesi del Commonwealth britannico, durante i primi anni ’50. Da allora l’attività dei fisioterapisti cominciò ad uscire dall’ambito strettamente ospedaliero diffondendosi anche nei centri di ortopedia, nelle scuole, nelle strutture geriatriche, nei centri di riabilitazione.

Andrew Taylor Steel (4), medico e padre dell’osteopatia, nel 1874 fu il primo a proporre la filosofia della pratica osteopatica. La posizione di Still, fortemente in contrasto rispetto alle terapie farmacologiche della sua epoca, non venne accolta favorevolmente dai colleghi medici di allora e sicuramente non trova accoglimento con i colleghi medici-osteopati di oggi.

I principi su cui Still fondò le basi della medicina osteopatica furono:

1. L’unità dell’organismo

2. La naturale capacità di autoguarigione

3. La componente somatica della malattia (cioè che le alterazioni del sistema muscoloscheletrico incidessero nocivamente sull’intero organismo)

4. La relazione reciproca tra struttura e funzione

5. L’uso della terapia manipolativa

Nel 1879, circa cinque anni dopo aver annunciato lo sviluppo del concetto osteopatico, egli divenne noto come il conciaossa fulmineo.

Il tentativo di Still di dare credito alle sue teorie, a fronte dei suo colleghi medici, fallì e fu univocamente respinto; soprattutto quando le presentò all’Università di Backer nel Kansas.

Contrariamente a tutte le aspettative, il suo successo clinico aumentava esponenzialmente e la sua fama oltrepassò i confini nazionali. Molti, incuriositi, iniziarono ad interessarsi alla materia studiandola ed approfondendone i concetti. Alcuni di questi, in seguito, si specializzarono nel trattamento di peculiari aree del corpo, divenendo a loro volta autorevoli illustri rappresentanti della medicina osteopatica.

Nel 1892 fu costituito il primo College di Medicina Osteopatica sito in Kirksville, nel Missuori.

Nel 1995 i college presenti negli Stati Uniti erano 17, e conferivano la laurea a oltre 2.000 studenti all’anno.

In altre parti del mondo, soprattutto nel Regno Unito, in Australia e in Nuova Zelanda, l’osteopatia consiste in una scuola di tipo pratico limitata alla “diagnosi” strutturale e alla terapia manipolativa, anche se rimanendo fermi sui punti cardine di cui origine della disciplina.

Ad oggi l’insegnamento statunitense corrisponde ad una disciplina che si integra con la medicina tradizionale e la chirurgia.

Principi della medicina manuale

La medicina manuale prende in considerazione la capacità funzionale dell’organismo umano e coloro che la praticano sono interessati ai processi patologici dinamici, così come coloro che guardano lo stesso processo dal punto di vista statico interpretando dati in laboratorio, patologie tissutali e risultati di autopsie.

La medicina manuale si concentra sul sistema muscoloscheletrico, che comprende oltre il 60% dell’organismo umano e attraverso il quale si deve procedere alla valutazione degli altri apparati.

La “diagnosi” strutturale non solo valuta il sistema muscoloscheletrico, considerandone le specifiche patologie e disfunzioni, ma può essere anche utilizzata per valutare le manifestazioni somatiche di una malattia e le alterazioni dei visceri.

Le procedure manipolative di normalizzazione vengono principalmente utilizzate per aumentare la mobilità di zone in cui si riscontra una restrizione della funzionalità muscolo-scheletrica, al fine di ridurne il dolore.

Cronistoria della medicina manuale occidentale (alcuni nomi)

Ippocrate 480 a.C.

Galeno 157 d.C.

Clément Joseph Tissot 1780

Edward Harrison Primi ‘800

Pehr Henrik Ling Primi ‘800

Andrew Taylor Steel 1874

Tecniche osteopatiche

Tecniche articolatorie

Tecniche J. S. Counterstrain

Tecniche ad energia muscolare

Tecniche di release miofasciale

Tecniche di release oscillatorio facilitato

Tecniche di release posizionale facilitato

Tecniche di strain articolare legamentoso

Osteopatia craniale

Tecniche di percussione vibratoria Tecniche per i tessuti molli

Thrust

NOTE

(1) Cerusico è un termine con cui per molti secoli si indicò il chirurgo. La sua etimologia deriva dal greco (cheir-cheiros: mano ed ergon: lavoro) divenuto in latino chirurgicus e quindi in epoca medioevale cirugicus-cirugico ed infine cerusicus-cerusico. La figura del cerusico compare nel corso dell’alto medioevo, epoca in cui l’attività chirurgica viene relegata nelle mani di figure minori: barbieri, norcini, ambulanti. Questo atteggiamento può essere spiegato con la natura stessa dell’atto operatorio che, praticato a quei tempi senza alcuna anestesia e in condizioni igieniche precarie, risultava particolarmente cruento e rischioso tanto da essere ritenuto un atto indegno di un medico. Da notare che questo concetto si ritrova anche nel giuramento di Ippocrate che vietava a coloro che praticavano l’arte medica, di eseguire il taglio della pietra (la litotomia). La mancanza di cultura generale e medica non impedì a questi cerusici di raggiungere traguardi importanti. Spesso furono degli ottimi e provetti operatori in quanto quella chirurgia non richiedeva altro che velocità di esecuzione e manualità. 

(2) Clément Joseph Tissot (Ornans, 1747 – 1826) è stato un medico, fisioterapista e pioniere della fisioterapia francese. Introdusse la ginnastica nel trattamento delle patologie ortopediche e chirurgiche in maniera sistematica e scientifica.

(3)  Nato a Ljunga nel sud della Svezia nel 1776, era figlio di un ministro. Dopo essersi diplomato al ginnasio di Växjö nel 1792, studiò teologia presso l’Università di Lund fino al 1793, anno in cui si trasferì all’Università di Uppsala e si laureò nel 1797. Successivamente partì per l’estero e viaggiò per sette anni: durante questo primo viaggio conovve un certo “Ming”, un cinese che lo incuriosì sulle pratiche delle arti marziali e il Tuina, una terapia manuale per la cura del corpo praticata in Cina. Tornato in Svezia, Ling approfondì un possibile approccio di quanto imparato nella medicina tradizionale occidentale, elaborando un sistema di ginnastica diviso in quattro parti (pedagogica, medica, militare e estetica) che integrasse gli insegnamenti del Tui Na. Questo sistema fu, dopo incessanti pressioni da parte di Ling, riconosciuto dal governo svedese che fondò il Gymnastik- och idrottshögskolan, istituto reale di ginnastica, di cui Ling fu nominato direttore. Nonostante l’ostilità dei medici ortodossi, le innovazioni di Ling ebbero vasta popolarità, tanto che egli stesso fu prima eletto membro dell’Accademia Svedese e poi ottenne la cattedra di professore ordinario a Uppsala. 

(4)  Andrew Taylor Still (1828-1917), un medico con formazione allopatica nato nello stato della Virginia.