Definizione

Un punto trigger è una  zona  di  iperalgesia o focolaio sintomatico  all’interno  di  una  bandelletta contratta, localizzata  nel  tessuto  muscolare  e/o  nella  sua  fascia (taut band). corrado 2

Janet G. Travell, David G. Simons (1999)

La zona risulta dolorosa  alla compressione  e  può  evocare  un  caratteristico  dolore  proiettato. La varietà dei trigger points può essere molteplice:

corrado 3

Se ne riconoscono circa quattrocento in tutto il corpo, e si distribuiscono secondo una mappatura topografica ben precisa.

I punti trigger si classificano in attivi o latenti, ma solo quelli attivi evocano il  dolore al paziente.

Un punto trigger latente  è  clinicamente  silente  dal  punto  di  vista  del  dolore,  ma può  causare limitazione del movimento e debolezza del muscolo colpito.

Esso può persistere per  anni  dopo  un’apparente  guarigione  dal  trauma e predisporre ad attacchi acuti di dolore come stiramenti, anche di minore importanza. Un uso eccessivo e raffreddamento del muscolo possono essere altri fattori di attivazione.

Il dolore proiettato può solitamente essere evidenziato, o aumentato di intensità, premendo con  un  dito  sui  Trps. Più  è  ipersensibile  il Trp,  più  intensa  e  costante  sarà  la  sua distribuzione topografica.

I Trps sono attivati direttamente:

  • Dal sovraccarico acuto
  • Dall’affaticamento
  • Da lavoro eccessivo
  • Dal trauma diretto
  • Dal raffreddamento

corrado4 (1)

I Trps sono attivati indirettamente:

  • Da altri punti trigger
  • Da malattie viscerali
  • Da articolazioni artrosiche
  • Da alterazioni emotive

Occasionalmente, nelle sindromi da Trps miofasciali, il dolore può essere completamente simmetrico  su  ambo  i  lati  del  corpo.

Il  paziente  solitamente  si  presenta  con  dei  disturbi dovuti   ai   trigger   attivati   più   recentemente.

Il  dolore  proiettato dai  punti trigger miofasciali  è  solitamente  sordo,  e  crea  molta  sofferenza;  è spesso  profondo  con  intensità  variabile, che va da  un  disturbo  di  bassa  intensità  ad  un  dolore torturante, grave e invalidante.

Può manifestarsi a riposo o solo durante il movimento.

La gravità  e  l’ampiezza  della  distribuzione  topografica  del  dolore  proiettato,  dipendono  dal grado di irritabilità del punto trigger, non dalle dimensioni del muscolo.  

Distinzione tra un Punto Trigger e della bandelletta contratta

Per palpare una bandelletta contratta il muscolo deve essere allungato, finché le fibre della b.c. sono sotto tensione e le fibre non compromesse rimangono rilassate.

L’allungamento dovrebbe arrivare quasi al punto di causare il dolore, provocando però solo disagio locale e nessun dolore  proiettato.

L’elongazione  raggiungibile è circa della  normale  possibilità  di distensione del muscolo.

Una  bandelletta  palpabile  viene  percepita  come  un  cordone  contratto  di  fibre  muscolari tese, tra le fibre normalmente rilassate.

Una pressione sufficiente su di un punto trigger, provoca quasi sempre  uno  scatto  del  paziente: detto  “segno  dello  scatto” (jump sign).

Sintomi

  1. Dolore proiettato di solito con topografia comune ma con molte eccezioni soggettive;
  2. Attivazione con sovraccarico, affaticamento, trauma diretto, freddo;
  3. Attivazione anche indiretta: da altri trigger, dl viscerale, da artrosi, da emozioni, ecc.;
  4. Irritabilità primaria, variabile secondo ora/giorno al superamento della soglia di stress;
  5. Irritabilità secondaria, che sopravviene al raggiungimento di una soglia di latenza: es. lasciare un muscolo in posizione accorciata troppo a lungo.;
  6. Sintomi che durano a lungo dopo l’evento precipitante. “Dopo un trauma, la maggior parte dei tessuti guarisce, ma i muscoli “imparano”; essi “imparano” ad evitare il dolore. I Trps attivi si “abituano a controllarsi” limitando così il movimento di quel muscolo”. Un Trp attivo torna latente, il dolore sparisce ma subentra una progressiva fase disfunzionale fino alla fase distrofica;
  7. Fattori concomitanti: vasocostrizione locale, disturbi dell’equilibrio, tinnito, alterata percezione del peso;
  8. Rigidità e debolezza dei muscoli coinvolti.

corrado5

Janet G. Travell, David G. Simons (1999)

Sintesi e caratteristiche cliniche

  • Un punto trigger miofasciale è una zona iperirritabile all’interno di una bandelletta contratta di un muscoloscheletrico, localizzata nel tessuto muscolare e/o nella fascia;
  • La zona è dolorosa alla compressione e può evocare un dolore proiettato;
  • Trigger Point attivo: dolore in loco o proiettato;
  • Trigger Point latente: è silente dal punto di vista del dolore ma causante limitazioni del movimento e debolezza del muscolo colpito. Può restare silente sempre o attivarsi con qualsiasi causa facilitante: stiramenti, fatica, freddo;
  • Trigger Point satelliti: si sviluppano in facilitazione del tp primario su muscoli sinergici.

Troviamo quasi sempre una struttura che non ha retto alla “goccia che ha fatto traboccare il vaso”:

  • Sforzi eccessivi
  • Incongrui
  • Movimenti ripetitivi
  • Posture scorrette e/o prolungate

Vanno insidiosamente a sfociare in Trigger Points. Ma non di meno i cattivi stili di vita alimentari o sportivi.

Possibili trattamenti:

  • FCF®
  • Massaggio
  • Stretching
  • Termo terapia (caldo o freddo)
  • Elettromedicali
  • Farmaci
  • Agopuntura

corrado 6

Janet G. Travell, David G. Simons (1999)

Esame Obiettivo

  1. La possibilità di allungo è limitata;
  2. L’allungamento passivo o attivo causa dolore;
  3. Più c’è contrazione più aumenta il dolore;
  4. La massima forza contrattile è diminuita;
  5. Dolenzia profonda e proiezione del dolore;
  6. Disturbi funzionali non sensitivi (pallore e iperemia di ritorno, sudore, pelle d’oca..);
  7. Il muscolo oggetto del Trps è contratto;
  8. Esiste una bandelletta palpabile e dolente;
  9. La pressione digitale provoca il “segno del salto”;
  10. La palpazione a scatto del Trps evoca una rapida contrazione locale;
  11. La pressione moderata e protratta causa dolore nella zona proiettata;
  12. Il test del pince rollè causa dolore.

corrado7

Janet G. Travell, David G. Simons (1999)

Risposta al trattamento

  • Il Trp scompare immediatamente con una terapia specifica;
  • La bandelletta palpabile non sparisce subito, specie se il Trp è datato;
  • Se la terapia è corretta, il muscolo deve riprendere la sua possibilità di allungo;
  • Un impacco caldo dopo la terapia è facilitante per la normalizzazione.

Il risultato permane se il paziente è ben educato al movimento e alla prevenzione.

Fonte: DG Simons, JG Travell, LS Simons, Myofascial Pain and Dysfunction. The Trigger Point Manual. Upper Half of Body and The Lower Extremities, Baltimore, Lippincott Williams & Wilkins, 1999.